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Testi sacri

Il giardinaggio è un settore in crescita: lo si intuisce dai garden center che spuntano come funghi e dal numero di libri che escono. Il giardino in città, il giardino d’acqua, il cottage garden, il giardino naturale, eccetera eccetera: tutti i titoli possibili sui diversi tipi di giardino che uno vorrebbe avere.

Basta sfogliarli per scoprire come le fotografie abbiano preso il posto del testo che, quando c’è, a malapena è descrittivo. Piacere di leggere, zero. E pochissima la possibilità di capire, da una fotografia, come fare a mettere in piedi un cottage garden, ad esempio. La strada della riproducibilità in giardino, infatti, non è facile da percorrere.

I libri che “contano” hanno quasi sempre poche foto e, al massimo, un disegno qua e là. Certo, Vita Sackville West (Il giardino di Vita, Franco Muzzio Editore) o Russell Page (L’educazione di un giardiniere, Allemandi Editore) hanno scritto in altri tempi, quando il rapporto tra parola e immagine era assai diverso da ora. Ma basta leggere qualche loro pagina per capire che il giardino è un luogo concepito per essere vissuto prima che essere visto. E per aver voglia di provarci con una pianta o con un fiore, sapendo – soprattutto - come fare.

La stessa impressione si ha con l’Enciclopedia dei fiori e del giardino, una delle numerosissime Garzantine, curata da Ippolito Pizzetti. Malgrado l’ordine alfabetico (se no che enciclopedia sarebbe?), si legge come un libro: ogni fiore ha una sua storia e delle sue particolarità. Ad esempio il papavero, che sarebbe potuto essere liquidato con un: “pianta annuale, biennale o perenne dalla fioritura molto breve, che si riproduce facilmente da seme” e poco altro, è raccontato in lungo e in largo.
Cito: “Oggi molti sembrano esigere dai fiori soprattutto doti pratiche: che vivano con poca acqua, in un terreno qualsiasi, che non richiedano trapianti e fioriscano ininterrottamente. Si sceglie una pianta come in genere si sceglie una lavatrice: il massimo dell’efficienza, il massimo dell’automatismo e il minimo di consumo. Giudicato con questi criteri, il papavero merita punti zero.”
Ma tantissime sono le ragioni per seminare papaveri…