| Sarebbe bene che un giardino (o un terrazzo
o un balcone) fosse non solo bello, ma anche sano e che, con
il passare del tempo, diventasse quasi autonomo.
Perché questo succeda è meglio assecondare la
natura piuttosto che contrapporsi. Cioè ricordarsi
che per una pianta la fioritura è altrettanto importante
delle condizioni di coltivazione: esposizione, terreno, irrigazione,
etc. Anche pensare al futuro, in senso letterale, è
utile. Forme, proporzioni e prospettive vanno scelti e determinati
avendo chiaro, oggi, come arbusti ed erbacee diventeranno
domani. Insomma, bisogna fare i conti con la realtà:
spesso un bel giardino con una manutenzione mal fatta si trasforma
in poche stagioni in un giardino disordinato o, peggio, brutto.
Da queste considerazioni nasce la nostra idea di manutenzione:
mettere in pratica le stesse regole di cui parliamo nei corsi
di giardinaggio. In sintesi, cercare di predicare e razzolare
nello stesso modo.
PRO MEMORIA
Trattamenti preventivi
Ai primi cenni di ripresa vegetativa è opportuno rifare
il trattamento che è stato fatto all’inizio dell’inverno:
olio bianco + poltiglia bordolese, nelle dosi indicate sulla
confezione e a distanza di qualche giorno l’uno dall’altra.
Quando potare?
Normalmente si vede potare alla fine dell’inverno, a
volte ancor prima che sia davvero finito, in gennaio/febbraio.
In realtà non c’è una data canonica destinata
alla potatura, ma solo delle considerazioni di buon senso
da fare.
• Per potare, sarebbe meglio aspettare almeno la primavera,
quando non c'è più rischio che il gelo penetri
nei rami appena recisi e ne comprometta la crescita.
• E’ più saggio lasciarsi guidare dalla
forma della pianta, dal suo portamento e dalle sue modalità
crescita che prendere le forbici per abitudine. Come capire
se e dove tagliare una pianta che è ancora un insieme
indefinibile di rami secchi? Lo sviluppo di nuove gemme e,
poi, il fiore appassito danno un'idea concreta su dove e quanto
tagliare.
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