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Olio bianco? Sì, no, magari.

Molti giardinieri si chiedono se fare o no i trattamenti preventivi con olio bianco e poltiglia bordolese, quelli che di solito si fanno a fine inverno. La ragione di tanta incertezza sta nelle stranezze della stagione: l'inverno non è mai cominciato, l'autunno assomigliava più ad una lunga fine estate. E della primavera non è dato sapere.

Il giardino è apparentemente impazzito: camelie fiorite adesso, ellebori senza fiori, bulbi estivi che ancora un po' fioriscono, rose con tutte le loro foglie gialle, macchiate, accartocciate che si rifiutano di cadere ... 
A novembre molti hanno lasciato perdere il primo dei trattamenti preventivi, ligi alla regola per cui l'olio bianco si dà a foglie cadute. E adesso si avvicina il momento del secondo, quello cosiddetto di fine inverno. Ma l'inverno non è ancora cominciato o forse è già finito, ahimè.
Che fare? Inquietante domanda.
Non abbiamo la verità in tasca, ma proviamo lo stesso a suggerire una risposta.
Lasciamo passare ancora qualche settimana in modo da dare l'ultima chance al freddo e, a febbraio inoltrato, armiamoci di olio bianco e, dopo qualche giorno, di poltiglia bordolese.
Resta il fatto che non aver fatto il trattamento preventivo a foglie cadute, in novembre, per il buon motivo che le foglie non erano affatto cadute non è un reato. Ma induce a fare una precisazione: non è che  l'olio bianco e la poltiglia bordolese si diano quando la pianta è spoglia per non danneggiarne le foglie, ma semplicemente perché, senza foglie, si raggiunge tutta la parte aerea della pianta e il trattamento è più efficace.
Peccato che quest'anno, se va avanti così, l'efficacia dei trattamenti sarà l'ultimo dei nostri problemi. Freddo inesistente, zero neve e poca acqua inducono a prevedere un trionfo di afidi per la primavera e una cornucopia di malattie fungine e crittogamiche per l'estate, con o senza olio bianco.
E sarà forse il minore dei mali, a confronto delle conseguenze dei cambiamenti climatici e del famigerato effetto serra. Ringraziamo chi inquina e sperpera dissennatamente le risorse del pianeta, eleviamo un pensiero reverente e malinconico al Protocollo di Kyoto e andiamo avanti. Non nuoce incrociare le dita.