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  Giardinaggio
Piantare azalee e rododendri in piena terra è possibile anche se non si ha a disposizione il terreno acido?
 

Almeno in giardino, tutto è possibile: ma non è detto che sia consigliabile...
Nel caso delle piante acidofile (quali sono le azalee o i rododendri) è meglio farle crescere in terreno a loro adatto. Solo così danno dei risultati apprezzabili. Altrimenti vivacchiano con maggiore o minore fatica per qualche tempo (ad esempio, il rododendro in situazioni calcaree o argillose diventa inesorabilmente sempre più orrendo, mentre la camelia, in particolare la C. sasanqua, ha un carattere decisamente più conciliante e sopporta meglio un terreno non ottimale). Palliativi ce ne sono, ma vanno considerati tali: si può interrare un vaso molto grande (che preveda le dimensioni finali della pianta) con terra acida - che non significa torba bruna - oppure si può foderare il buco dell'impianto con telo antiradici. Detto questo, meglio trovare delle alternative (e ce ne sono centinaia) in modo che a un terreno e ad un'esposizione data corrispondano le piante adatte.

  Le domande impossibili...
Devo piantare una siepe di circa 70 m, il terreno è argilloso, esposizione sud - sud/ovest. La siepe non deve essere necessariamente sempreverde. Amo molto la siepe di carpino, vorrei avere informazioni riguardo il sesto di impianto, quando e come potare, la distanza da tenere dal confine.  Gradirei comunque suggerimenti in alternativa. Grazie.
 

Non credo che le risposte per corrispondenza diano un granchè di risultati: va bene il carpino, ma perché non la deutzia? O il lauro ceraso? O la serenella? Comunque, un qualsiasi motore di ricerca, alla voce cerca piante o plant finder, la darà informazioni generali ma dettagliate sul carpino che, pur non essendo una pianta da siepe in senso letterale, spesso – con un sesto di impianto di 70/80 cm – viene utilizzata allo scopo. La potatura, va fatta non prima del secondo anno dall’impianto.
Per quanto riguarda la distanza dal confine: è la sola domanda cui si possa dare una risposa concreta, citando l’art. 892  del CODICE CIVILE
 ( gli aggiornamenti variano da comune a comune e si chiedono all'ufficio tecnico del comune interessato
- tre metri e mezzo per gli alberi ad alto fusto
-un metro e mezzo per gli alberi non di alto fusto. (quelli il cui fusto sorto ad altezza non superiore a tre metri si diffonde in rami)
- mezzo metro per le viti, gli arbusti, le siepi vive, le piante da frutto di altezza non superiore ai due metri e mezzo.
La distanza deve essere di un metro qualora  le siepi siano di ontano, castagno o altre piante simili che si recidono periodicamente vicino al ceppo. E di due metri qualora siano robinie.

  Le domande impossibili...
Vorrei sapere tutti i tipi di lotta ad agenti patogeni e il modo di somministrazione sui meli.
 

Anche questa potrebbe rientrare nell’elenco delle domande impossibili. O meglio, le domande cui rispondere con altre domande. Cosa intende per agenti patogeni? I pidocchi sono cosa ben diversa dal mal bianco, ancorché siano patogeni ambedue, ad esempio. E poi: perché la lotta chimica? O preferisce la lotta biologica? Se sì, quale è la condizione di coltivazione dei meli? Etc etc

   

 

 
 
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